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Benvenuti and Welcome!

Hi everyone, and welcome to my bi-lingual English Italian blog! Here you will find every post written firstly in English and then (badly!) in Italian. I welcome all your suggestions, comments, emails and (above all) your corrections!

Ciao a tutti, e benvenuti al mio blog inglese italiano! Qui troverete ogni post scritto in inglese, poi in italiano (malissimo!).  Accolgo tutti i vostri suggerimenti, commenti, email e (soprattutto) le vostre correzioni! 

sabato 13 settembre 2008

Food for Thought

I read THIS POST IN DEIRDRÉ STRAUGHAN'S BLOG and it gave me much food for thought.

As an English native speaker, I can use my own language without any conscious effort or thought. I know how to construct sentences and string them together so that they sound natural and unobtrusive, with a fluid cadence and harmonious structure. I use my familiarity with my own language to sift intuitively through all the possible ways to say something, choosing the words that sound 'right' and apposite. I rarely give a conscious thought to the process, except when I'm actually writing fiction. I simply sit down at the keyboard or open my mouth, and the words are there.

To achieve this effortless facility with the target language is the holy grail for all foreign-language students, and it's probably the hardest part of language learning. How does one learn to use the foreign language naturally, as a native speaker would? I guess it takes hours and hours of talking and listening to native speakers, hundreds of hours of reading books and newspaper articles.

I contribute to the blog ITALIAN TRANSLATION PRACTICE, and I find it considerably easier to translate into English than from English into Italian. This is because I still don't really know how Italian should sound. I haven't yet internalised the rhythms and cadences of the language, and so I try to shoe-horn the Italian into my familiar English framework, which is akin to trying to cram a square peg into a round hole.

At the moment, given all my errors, I'd be contented to speak, like Deirdré, "un italiano corretto, ma inglesissimo", but in time I'd like to speak/write "un italiano naturale". Do you think it's possible?

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Ho letto QUESTA POSTA NEL BLOG DI DEIRDRÉ STRAUGHAN e mi ha dato molto cibo per la mente.

Come una madrelingua inglese, posso usare la mia propria lingua senza qualche sforzo o pensiero conscio. So come costruire le frasi e connetterle per riuscire un suono naturale e incospicuo, con una cadenza fluida ed una struttura armoniosa. Uso la mia familiarità colla mia propria lingua per passare al setaccio tutti i mezzi possibili per dire qualcosa, scegliere le parole che sembrano ‘giuste’ o apposite. É raro che io pensi al processo, tranne che io stia scrivendo attivamente la narrativa. Mi siedo alla tastiera o apro la bocca, e tutte le parole sono presenti.

Raggiungere questa facilità spontanea colla lingua d’arrivo è il sacro graal per tutti gli studenti di lingua straniera, ed è probabile che sia la cosa più difficile dello studio delle lingue straniere. Come si può usare la lingua straniera in modo naturale, come una madrelingua? Credo che ci sia una bisogna per tante ore parlando e ascoltando colle madrelingua, e centinaia di ore leggendo i libri e gli articoli.

Io faccio le contribuzioni al blog ITALIAN TRANSLATION PRACTICE, e trovo la traduzione nel inglese molto più facile della traduzione dal inglese nel italiano. Questa è perché non so ancora come l’italiano dovrebbe suonare. Non ho ancora interiorizzato i ritmi e le cadenze della lingua, e quindo provo a stipare l’italiano nell’ambito del inglese familiare, che è simile ad ammassare un piolo nel un buco per cui non è tagliato.

Al momento, in considerazione di tutti i miei errori, sarei contenta di parlare, come Dierdré, "un italiano corretto, ma inglesissimo", ma eventualmente mi piacerebbe parlare e scrivere "un italiano naturale". Credete che sia possibile?

1 commenti:

daniele ha detto...

Ho letto QUESTA [POSTA]POST NEL BLOG DI DEIRDRÉ STRAUGHAN e mi ha dato molto [cibo per la mente] DA PENSARE.

Come [una] madrelingua inglese, posso usare la mia (propria) lingua senza [qualche]ALCUNO sforzo o pensiero conscio/cosciente. So come costruire le frasi e connetterle per [riuscire]CREARE un suono naturale e incospicuo/discreto, con una cadenza fluida ed una struttura armoniosa. Uso la (mia) familiarità (colla<-deprecated)/con la mia (propria) lingua per passare al setaccio tutti i mezzi possibili per dire qualcosa/esprimermi, scegliere le parole che sembrano ‘giuste’(perche' tra apici?) o apposite/corrette. É raro che (io) pensi al processo, tranne che [io stia] SE STO scrivendo attivamente [la] narrativa. Mi siedo alla tastiera o apro la bocca, e tutte le parole sono presenti.

Raggiungere questa/tale facilità spontanea/(raggiungere tale spontaneita') [colla]con la lingua [d’arrivo<-NO] è il sacro graal per tutti gli studenti di lingua straniera, ed è probabile che sia la cosa più difficile dello studio delle lingue (straniere)(avoid repetition in italian, always). Come si può usare la lingua straniera in modo naturale, come [una]UN madrelingua? Credo che ci sia [una bisogna]BISOGNO [per tante ore parlando e ascoltando]DI TANTE ORE DI ASCOLTO E CONVERSAZIONE [colle]con madrelingua, e centinaia di ore leggendo [i] libri e [gli] articoli.

Io faccio/scrivo [le contribuzioni]CONTRIBUTI al blog ITALIAN TRANSLATION PRACTICE, e trovo la traduzione [nel]IN inglese molto più facile della traduzione dall'inglese all'italiano. [Questa]QUESTO è perché non so ancora come l’italiano dovrebbe suonare/(...). Non ho ancora interiorizzato i ritmi e le cadenze della lingua, e quindo provo a stipare/(who taught you this verb...? lol. check the meaning you're using it almost randomly. Also, it's never figurative I guess. anyway I don't know what shoe-horn does mean... so I can't quite help here)INSERIRE? l’italiano nell’ambito dell'inglese familiare, che è simile ad [ammassare un piolo nel un buco per cui non è tagliato.](we don't have this idiom...dunno how to trlanslate. anyway I'd say "far entrare un piolo in un buco per il quale non e' tagliato")

Al momento, in considerazione/considerando di tutti i miei errori, sarei contenta di parlare, come Dierdré, "un italiano corretto, ma inglesissimo", ma eventualmente(I think you got a false friend here?just check that "eventualmente" isn't "eventually". I'd go for "alla fine") mi piacerebbe parlare e scrivere "un italiano naturale". Credete che sia possibile?

(I think that's possible and you're on your way!) cheers.